SCHEDA 072.0

 

ATTIVITA' COMMERCIALI - REQUISITI E PRESCRIZIONI PARTICOLARI

(Ultimo aggiornamento: 14-03-2018 )

Requisiti soggettivi

L’esercizio dell’attività è subordinato al possesso dei requisiti soggettivi previsti dall’art.5 del D.Lgs 114/1998 smi così come sostituito dall’art.71 del D.Lgs. 26 marzo 2010 n. 59, da ultimo modificato con D.Lgs. 147/2012:

 

Non possono esercitare l'attività commerciale di vendita :

a) coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione;

b) coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;

c) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;

d) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l'igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, Titolo VI, capo II del codice penale;

e) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;

f) coloro che sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero a misure di sicurezza;

 

Il divieto di esercizio dell'attività, ai sensi del comma 1, lettere b), c), d), e) e f), e ai sensi del comma 2, permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione.

 

Il divieto di esercizio dell'attività non si applica qualora, con sentenza passata in giudicato sia stata concessa la sospensione condizionale della pena sempre che non intervengano circostanze idonee a incidere sulla revoca della sospensione.

 

In caso di società, associazioni od organismi collettivi i requisiti di cui al comma 1 e 2 devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all'attività commerciale e da tutti i soggetti individuati dall'articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252. In caso di impresa individuale i requisiti di cui ai commi 1 e 2 devono essere posseduti dal titolare e dall'eventuale altra persona preposta all'attività commerciale.

Requisiti professionali

Per la vendita di generi alimentari occorre presentare la Notifica Sanitaria (informazioni scheda 31.6) ed è necessario, limitatamente all'alimentazione umana, il possesso di uno dei seguenti requisiti professionali (art. 71 comma 6, del D. Lgs. 59/2010 e circolare ministeriale n.3635 / c del 06.05.2010):

  • avere frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano (per informazioni: camera di commercio industria agricoltura e artigianato di Torino);
  • avere esercitato in proprio per almeno due anni, anche non continuativi, nell'ultimo quinquennio, l'attività nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande;
  • avere prestato la propria opera, per almeno due anni, anche non continuativi, nell'ultimo quinquennio, presso imprese esercenti l'attività nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande, in qualità di dipendente qualificato addetto alla vendita o all'amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualità di socio lavoratore o, se trattasi di coniuge o parente o affine, entro il terzo grado dell'imprenditore, in qualità di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all'INPS;
  • essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, purché nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti;
  • essere iscritto nel registro esercenti il commercio per l’attività di somministrazione alimenti e bevande e/o per   l’attività di vendita per uno dei gruppi merceologici individuati dalle lettere a), b) e c) dell’art. 12, comma 2 del decreto ministeriale 4 agosto 1988, n. 375 (tabelle merceologiche I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII) presso la Camera di Commercio e di non esserne stato cancellato per perdita dei requisiti soggettivi;
  • aver superato l’esame di idoneità all’esercizio dell’attività di somministrazione alimenti e bevande e/o per l’attività di vendita per uno dei gruppi merceologici individuati dalle lettere a), b) e c) dell’art. 12, comma 2 del decreto ministeriale 4 agosto 1988, n. 375 (tabelle merceologiche I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII) presso la Camera di Commercio

Sia per le imprese individuali chein caso di società, associazioni od organismi collettivi, i requisiti professionali devono essere posseduti dal titolare o rappresentante legale, ovvero, in alternativa, dall'eventuale persona preposta all'attività commerciale.

 

N.B.

- Ai sensi della Circolare Ministeriale 3656 del 12.09.2012 il divieto di nominare un preposto per più società (Circ. Ministeriale 28 maggio 1999 n.3467/c) è da considerarsi decaduto, fermo restando che la preposizione debba essere effettiva, con i conseguenti poteri e le connesse responsabilità e non solo nominalistica.

 

- Ai sensi della Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico prot.0155938 del 18/08/2011 per la commercializzazione di animali vivi e/o mangimi per animali non sono richiesti requisiti professionali.

Locali

Lo svolgimento dell’attività deve avvenire in locali di cui si ha la disponibilità.

Con la segnalazione certificata il titolare attesta la conformità dei locali ai Regolamenti in materia di Polizia Urbana, Annonaria, Igienico-Sanitaria, e alle norme urbanistiche vigenti. In particolare l’esercizio deve avere destinazione d’uso propria commerciale, ai sensi dell’art.2 delle N.U.E.A., e deve  essere  localizzato in aree nelle quali il Piano Regolatore Generale ammetta il commercio al dettaglio, salvo nei casi di Spaccio Interno o Spaccio Aziendale (art. 2 Allegato C al P.R.G.C.) qualificate come destinazioni accessorie strettamente necessarie allo svolgimento di un’attività produttiva ai sensi dell’art.3 punto 3 comma 7 delle Nuea.

 

In alternativa, qualora il locale sia stato oggetto di opere eccedenti la manutenzione ordinaria (art.4 N.U.E.A.),  dovrà essere allegata la Dichiarazione di Conformità Tecnica (AllTec-C) corredata di planimetria, a firma di un tecnico abilitato, il quale attesterà  la conformità dei locali e dell’attività alla normativa vigente in materia di destinazioni d’uso, alle prescrizioni del regolamento edilizio e degli strumenti urbanistici vigenti, di polizia urbana e igienico-sanitaria, barriere architettoniche e impianti, prevenzione incendi e protezione ambientale.

E’ possibile presentare la Dichiarazione di Conformità Tecnica anche in assenza di opere.

 

(art.3 c.1a DPR 380/2001) "Interventi di Manutenzione Ordinaria", gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti.

(art.3 c.1b DPR 380/2001) "Interventi di Manutenzione Straordinaria", le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonche' per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unita' immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso.

 

(art.2 c.7 All.c PRGC) "Superficie Espositiva": negli esercizi commerciali che trattano merci ingombranti, la superficie espositiva è la parte dell'unità immobiliare, a destinazione commerciale, alla quale il pubblico può accedere in condizioni di sicurezza solo se accompagnato dagli addetti alla vendita e solo per prendere visione dei prodotti non immediatamente asportabili. Essa non costituisce superficie di vendita, ancorchè rientrante nella slp ammessa.

 

Prevenzione incendi: I locali con superficie lorda di pavimento maggiore di mq.400 sono inoltre soggetti alle visite ed ai controlli di prevenzione incendi, ai sensi dell’Allegato I al D.P.R. 151/2011 punto 69, ed al rilascio del C.P.I. ai sensi dell’art.4 del  D.P.R. 151/2011.

 

Prima dell’esercizio  dell’attività, occorre richiedere il C.P.I. mediante presentazione allo Sportello Unico per le Attività Produttive della Segnalazione Certificata di Inizio Attività. La S.CI.A., corredata dalla corretta documentazione antincendio, dovrà essere presentata utilizzando la modulistica approvata dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco.

 

Per le sole attività con S.L.P. superiore a 600 mq, prima della presentazione dell’istanza di C.P.I., è obbligatorio l’ottenimento dell’approvazione del progetto di prevenzione incendi da parte del Comando Provinciale dei Vigili del fuoco, sia per nuovo impianto che per modifica di impianto esistente, ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. 151/2011. In tali casi l’istanza di C.P.I. deve essere presentata conformemente al progetto precedentemente approvato dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco (ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. 151/2011).

 

La richiesta di C.P.I. deve pertanto essere presentata:

  • prima dell’esercizio dell’attività;
  • contestualmente alla comunicazione di ultimazione dei lavori (art. 10 comma 1 lettera a) del D.P.R. 160/2011).

N.B. Per le attività non soggette a C.P.I. devono in ogni caso essere osservate le vigenti norme e regole tecniche antincendio e l’adozione delle cautele atte ad assicurare un sufficiente grado di sicurezza anticendio.

Quodiani e Periodici

Le attività di rivendita di quotidiani e periodici si distinguono secondo le seguenti tipologie:

  • PUNTO VENDITA ESCLUSIVO: un esercizio di vendita di quotidiani e periodici;
  • PUNTI VENDITA NON ESCLUSIVI: gli esercizi previsti dal Decreto Legislativo 170/2001, articolo 2, che in aggiunta ad altre merci, sono autorizzati alla vendita di soli quotidiani, di soli periodici o di entrambe le tipologie di i prodotti editoriali.

Pastigliaggi:

Per la vendita di pastigliaggi (caramelle, confetti, cioccolatini, gomme americane e simili – come definiti dall’all.9 al D.M. 375/1988), l'art.5 c.6-bis della L.R.28/1999 così come modificato dalla L.R. 13/2011 dispone che:

“L'autorizzazione per la rivendita della stampa quotidiana e periodica rilasciata ai sensi degli articoli 1 e 2 del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170 (Riordino del sistema di diffusione della stampa quotidiana e periodica, a norma dell'articolo 3 della legge 13 aprile 1999, n. 108) consente l'esercizio della vendita di pastigliaggi vari confezionati senza il possesso dei requisiti professionali previsti dalla legge per la vendita di prodotti alimentari”. Occorre comunque darne comunicazione tramite la presentazione del relativo Modello All. Art. 12, accompagnato dalla Notifica Sanitaria (informazioni scheda 31.6)

 

Con la Deliberazione n. 2010-04585/016 la Giunta Comunale in data 27/07/2010, accogliendo le richieste delle associazioni di categoria dei rivenditori di quotidiani e periodici, ha esteso la possibilità di porre in vendita in via sperimentale per un anno, quali prodotti ricompresi nei generi qualificati quali "pastigliaggio", le bevande analcoliche pre-confezionate.

 

Vendita prodotti accessori all'interno di chioschi

All'interno delle strutture posizionate su suolo pubblico è ammessa la vendita, non prevalente, di prodotti accessori ai quotidiani e periodici; Occorre darne comunicazione con la presentazione del modello All-E1, compilato nel rispetto delle modalità previste.

 

Con la Determinazione 62/2018 sono stati individuati gli addensamenti considerati 'lacunosi' per l'anno 2018.

 

Invio Telematico

AVVISO: a far data dal 02 marzo 2015 i procedimenti relativi al commercio in sede fissa potranno essere attivati esclusivamente in modalità telematica: leggi l'informativa completa.

 

Per le rimanenti pratiche:

come previsto dalla Deliberazione della G.M. del 20.12.2011 mecc.2011-08073/016, a far data dal 2.1.2012 gli imprenditori possessori di P.E.C. (posta elettronica certificata) possono presentare le pratica con invio tramite P.E.C. all'indirizzo commercio@cert.comune.torino.it , secondo le seguenti modalità:

- il modulo e relativi allegati necessari al completamento della pratica, una volta compilati e sottoscritti, vengono allegati alla P.E.C. unitamente a copia del documento di identità dei sottoscrittori, ovvero sottoscritti con firma digitale;

- la documentazione cartografica viene allegata e sottoscritta in modalità digitale da parte del professionista, ovvero con le modalità di cui al Decreto 10.11.2011.

Si ricorda che ai sensi dell'art.1 del DPCM 22.07.2011, "A decorrere dal 1° luglio 2013, la presentazione di istanze, dichiarazioni, dati e lo scambio di informazioni e documenti, anche a fini statistici, tra le imprese e le amministrazioni pubbliche avvengono esclusivamente in via telematica".

 

 


Servizio a Cura del Settore Sviluppo Economico e Fondi Strutturali U.E. - Via Meucci, 4 - 10121 Torino

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